C'è posto per tutto...



Entrino signori, entrino signore: c'è posto per tutti. Anzi: c'è posto per tutto. Ecco il giocoliere, il mago, il manipolatore di piccole illusioni. Così come è apparentemente facile parlare di Tutto o di Assoluto o di Essere. Sono termini così generali da lasciarci sempre l'impressione di non parlare di nulla. Eppure li abbiamo inventati per descrivere l'arco più esteso possibile da tendere sullo scenario del mondo. Il tendone del gran circo che è l'universo. Perciò non stupiamoci se all'inizio del cammino troviamo il giocoliere e il suo banchetto. Possiamo passare oltre, ma forse sarebbe meglio concedergli un po' di attenzione. Stiamo entrando nella magia dei tarocchi: tutto ciò che incontreremo è finto, ma nulla è falso. Fingere significa prima di tutto toccare e secondariamente plasmare. E sembra che queste siano state anche le azioni di Dio, quando si rivolse alla creazione dell'essere umano. Toccare la materia, entrare in contatto, palpare, soppesare. Sentirne l'estraneità e, nello stesso tempo, l'adeguatezza. E poi manipolarla, seguirne la cedevolezza, assecondarla e forzarla a seguire il disegno, che è l'archetipo, l'idea.

Ecco cosa troviamo sul banco del giocoliere: dadi, monete, piccole coppe, un coltello, una borsa, una strana figura serpentiforme. E' questa la chiave che comporta quei piccoli cambiamenti di luce nei tarocchi, uno scarto nella prospettiva che permette di vedere oltre la superficie zingaresca.

Ecco il glicone, simbolo gnostico della sapienza divina. Hochmah: la seconda sephirah, primo gradino del sentiero bianco. Essa significa sapienza, conoscenza, pensiero. Tutti elementi da intendere come animati da forte dinamismo: qui non si contempla, bensì si agisce con saggezza. Chi è, dunque, questo imbroglione che ci guarda in tralice agitando la sua bacchetta? La sua illusione riguarda in primo luogo lui stesso. Sotto gli abiti sgargianti ci fissa Ermes, il messaggero (oltre che protettore dei viandanti, dei ladri e di tutti i sudditi della corte dei miracoli). 

Egli è anche beth, la casa, il luogo, ovvero l'estensione dello spazio vissuto definito dalla nostra fisicità (vedi "In principio era il matto..., agosto 8, 2023). Il tavolo del giocoliere segna le linee quadrangolari dello spazio abitato, che poggia sul triangolo segnalato dalle tre gambe. Fuoco sotto la terra, così com'è nella realtà del nostro pianeta, che è, in ultima analisi, la nostra casa. Lasciamoci, dunque, incantare dal dio dei viandanti, perché quello che stiamo iniziando è un pellegrinaggio.


 

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