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C'è posto per tutto...

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Entrino signori, entrino signore: c'è posto per tutti. Anzi: c'è posto per tutto. Ecco il giocoliere, il mago, il manipolatore di piccole illusioni. Così come è apparentemente facile parlare di Tutto o di Assoluto o di Essere. Sono termini così generali da lasciarci sempre l'impressione di non parlare di nulla. Eppure li abbiamo inventati per descrivere l'arco più esteso possibile da tendere sullo scenario del mondo. Il tendone del gran circo che è l'universo. Perciò non stupiamoci se all'inizio del cammino troviamo il giocoliere e il suo banchetto. Possiamo passare oltre, ma forse sarebbe meglio concedergli un po' di attenzione. Stiamo entrando nella magia dei tarocchi: tutto ciò che incontreremo è finto, ma nulla è falso. Fingere significa prima di tutto toccare e secondariamente plasmare. E sembra che queste siano state anche le azioni di Dio, quando si rivolse alla creazione dell'essere umano. Toccare la materia, entrare in contatto, palpare, soppesa...

In principio era il matto...

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  In principio era il matto, là dove il bordo della mappa nasconde territori sconosciuti. Non mi sto chiedendo dove sia diretto, bensì da dove provenga. Egli è straniero. Il suo viaggio è iniziato fuori dal tempo e dallo spazio. Noi siamo gli abitatori della mappa, lo spazio conosciuto, misurato, nominato. Lo spazio che il matto ha deciso di visitare. Sebbene forestiero, sebbene non gradito, sospetto, diverso: sebbene percepito come estraneo, egli ci grazia della sua venuta. Forse egli è Elia, il profeta che non morì, rapito su un carro di fuoco: eppure le persone semplici dicono che egli percorra ancora le strade che vanno dall'Oriente all'Occidente e quel carro di fuoco traccia la strada del Sole. Da sempre gli esseri umani hanno seguito con desiderio e timore il percorso solare: esso è simbolo materiale di un'esistenza che appare finita, ma il cui dinamismo sembra accennare instancabilmente ad una dimensione che non conosce fine. La stessa icona dei Tarocchi sembra emerg...